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A dare voce alle critiche è stato Yuri Ushakov, consigliere diplomatico del presidente Vladimir Putin, secondo il quale i leader europei avrebbero "riempito la testa" del presidente americano con valutazioni distorte sulla situazione del conflitto in Ucraina.
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Le dichiarazioni arrivano dopo che Trump, al termine di un incontro con Volodymyr Zelensky, ha affermato che la Russia dovrebbe accelerare il percorso verso un accordo di pace e che il conflitto sta comportando costi sempre più elevati per Mosca. Posizioni accolte positivamente dai partner europei presenti al summit.Secondo Ushakov, tuttavia, il presidente americano avrebbe ricevuto informazioni non corrette sull'andamento della guerra. Il Cremlino respinge in particolare le valutazioni secondo cui l'Ucraina avrebbe migliorato significativamente la propria posizione sul campo grazie agli attacchi con droni contro obiettivi strategici russi.
Per Mosca, la realtà militare sarebbe ben diversa da quella descritta dai governi occidentali durante il vertice.
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Nel documento finale approvato a Évian, i leader del G7 hanno confermato il loro sostegno all'integrità territoriale dell'Ucraina e annunciato ulteriori aiuti militari, sistemi di difesa aerea e supporto energetico per affrontare il prossimo inverno. Il comunicato parla inoltre di una "nuova fase" nel sostegno internazionale a Kiev.Una posizione che il Cremlino considera parte di una strategia volta a prolungare il conflitto piuttosto che favorire una soluzione negoziale.
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Le critiche non si limitano al dossier ucraino. Da tempo Mosca sostiene che il G7 abbia perso centralità nello scenario internazionale. I dirigenti russi ritengono che il baricentro economico e geopolitico mondiale si stia progressivamente spostando verso nuove realtà come il G20 e i Paesi emergenti riuniti nei BRICS.Secondo questa lettura, le grandi economie occidentali non rappresenterebbero più da sole gli equilibri globali e faticherebbero a interpretare le trasformazioni in corso nell'economia internazionale.
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Nonostante le polemiche, il Cremlino continua a mantenere aperti i canali di dialogo con Washington. Lo stesso Ushakov ha confermato che Mosca attende nuove visite di emissari americani per discutere sia della situazione in Ucraina sia delle relazioni bilaterali tra Russia e Stati Uniti.Le parole arrivate da Mosca mostrano però quanto il clima resti teso. Mentre il G7 punta ad aumentare la pressione sulla Russia e a rafforzare il sostegno a Kiev, il Cremlino continua a contestare la strategia occidentale e a presentarsi come vittima di una narrativa internazionale considerata ostile.
Lo scontro diplomatico appare quindi destinato a proseguire anche dopo la chiusura del vertice, confermando come la guerra in Ucraina resti il principale terreno di confronto tra Mosca e l'Occidente.
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati
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