Armi atomiche ad Aviano e Ghedi, il gip prende tempo

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Armi atomiche ad Aviano e Ghedi, il gip prende tempo

Armi atomiche ad Aviano e Ghedi, il gip prende tempo

Le sirene d’allarme antiaereo e il fragore delle bombe hanno spezzato, questa mattina, il silenzio davanti al Tribunale di Pordenone. Mentre una cinquantina di manifestanti si accasciava al suolo con magliette macchiate di sangue finto per denunciare gli orrori della guerra, all’interno del palazzo di giustizia si apriva uno scontro legale sulla presenza – o meno – di testate nucleari nelle basi di Aviano e Ghedi.

L’udienza odierna, davanti al gip Francesca Vortali, ha rimesso al centro del dibattito l’opposizione alla richiesta di archiviazione avanzata dal pm Federica Urban. A opporsi sono diverse associazioni pacifiste e singoli cittadini, secondo i quali lo stoccaggio e l’importazione di questi ordigni sul suolo nazionale violerebbero non solo l’ordinamento interno, ma anche i trattati internazionali.

Il gip non ha sciolto la riserva. Si è preso il tempo necessario per analizzare i complessi profili giuridici sollevati dall’avvocato Pier Umberto Starace.

La decisione finale e la relativa notifica al legale potrebbero non arrivare prima del 15 luglio.

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