
La ricostruzione del Friuli non fu soltanto un’opera edilizia, ma un processo collettivo che restituì alle comunità case, servizi, relazioni e fiducia nel futuro. A cinquant’anni dal terremoto, Ater Udine e Ater Pordenone hanno organizzato un momento di memoria e confronto dedicato a quanti contribuirono a trasformare le macerie in un modello di rinascita riconosciuto a livello nazionale. Il Teatro Miotto di Spilimbergo ha ospitato “Dalle macerie alle case. Le mani che hanno ricostruito”.
L’iniziativa si è aperta con la toccante testimonianza del vigile del fuoco Giorgio Godina, che si trovava in servizio il 6 maggio del 1976, e quindi il reading “Voci della ricostruzione”, un dialogo con alcuni dei protagonisti che contribuirono a progettare il futuro del territorio, e la tavola rotonda “Oltre le macerie. Ricostruire le case, ricostruire le comunità”.
“Cinquant’anni dopo il terremoto vogliamo ricordare non soltanto ciò che fu distrutto, ma soprattutto ciò che venne costruito insieme – hanno dichiarato Mauro Candido e Vanessa Colosetti, rispettivamente presidenti di Ater Pordenone e Ater Udine. Le case costruite allora – hanno aggiunto – rappresentano il segno concreto di un impegno collettivo che restituì dignità e speranza a migliaia di famiglie”.
Int. Cristina Amirante
Ass. Infrastrutture e Territorio Fvg
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