
Nessun passo avanti sulla gestione dei 1700 esuberi e sul futuro dei siti produttivi di Electrolux in Italia. Fumata nera al primo tavolo di approfondimento al Mimit e torna a crescere la tensione tra i lavoratori, anche a Porcia, dove i tagli annunciati riguardano 262 operai. “Non sono emerse aperture rilevanti da parte dell’azienda alle richieste dei sindacati sostenute anche dalle Istituzioni locali e dal Ministro Adolfo Urso” ha dichiarato in una nota Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom-Cgil e responsabile settore elettrodomestico. “Se non è possibile entrare nel merito delle questioni provando a fare una discussione costruttiva, così non si può proseguire” aggiunge.
“Qualcosa di concreto deve emergere al più presto, bisogna evitare che questi tavoli tecnici comincino a trascinarsi da un appuntamento all’altro senza registrare nessun progresso, sia pur minimo” dichiara la deputata del Partito Democratico Debora Serracchiani. “Da parte dell’azienda serve a poco continuare a precisare le ragioni del piano di disimpegno – aggiunge – mentre da parte del Governo non basta ribadire una doverosa posizione difensiva. Se non si individuano punti d’incontro o almeno linee d’avvicinamento, è difficile ragionare su quali siano gli strumenti ordinari e straordinari che il Mimit ha detto di essere pronto a utilizzare”
Sulla vicenda Electrolux e sulla crisi del comparto è intervenuto da Bruxelles anche l’europarlamentare pordenonese Alessandro Ciriani, che punta il dito contro i regolamenti europei del Green New Deal e le forze politiche di opposizione.
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