
E’ stata impugnata, davanti al Tribunale del Riesame di Trieste, l’ordinanza con cui il Gup di Udine ha respinto la richiesta di sostituire il carcere con i domiciliari per Lorena Venier, rea confessa di aver ucciso, assieme alla nuora, e successivamente fatto a pezzi il corpo del figlio Alessandro, lo scorso luglio nella loro abitazione di Gemona del Friuli (Udine). Lo rendono noto gli avvocati difensori di Lorena Venier, Alice e Paolo Bevilacqua, che avevano presentato l’istanza.
Secondo i difensori, “la motivazione dell’ordinanza omette di confrontarsi con plurimi elementi favorevoli sopravvenuti e processualmente accertati”, tra cui la confessione, il contributo collaborativo all’accertamento dei fatti, l’assenza di atteggiamenti reticenti, ostruzionistici o manipolativi.
“Tali elementi – sostengono i legali – assumono rilievo decisivo ai fini della valutazione della pericolosità dell’imputata”. Per gli avvocati, inoltre, “l’ordinanza impugnata non individua alcun elemento concreto e attuale che dimostri il rischio di reiterazione del reato e la prognosi risulta formulata in termini astratti e presuntivi”.
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