
GUARDA IL SERVIZIO VIDEO. C’è il dna della vittima e della sua compagna sul cuscino trovato a metà maggio nella Panda della famiglia Venier, in via dei Lotti a Gemona, e che sarebbe stato utilizzato per soffocare Alessandro Venier, ucciso e fatto a pezzi la scorsa estate. Indagate per l’omicidio sono la convivente Mailyn Castro Monsalvo e la madre Lorena Venier.
E’ quando risulta dalle analisi del Ris di Parma compiute sull’oggetto, recuperato grazie alle indicazioni di Lorena. Nel dettaglio, il dna di Alessandro è stato rinvenuto al centro, mentre quello di Mailyn su un lato del cuscino. Nella relazione, i militari hanno anche evidenziato l’assenza di tracce di materiale ematico e salivare.
Un elemento, quest’ultimo, considerato centrale dai difensori di Mailyn, gli avvocati Federica Tosel e Francesco De Carlo. “Il cuscino – dicono – racconta una normale vita di coppia, non la dinamica omicidiaria descritta dall’altra indagata, stando alla quale per uccidere il figlio prima sono stati utilizzati dei farmaci, poi un cuscino e i lacci delle scarpe. Le uniche tracce rinvenute sono quelle fisiologiche di due persone che condividevano la residenza. Mancano, invece, elementi oggettivi – concludono – che possano confermare il racconto accusatorio della signora Venier”.
Di avviso diametralmente opposto i difensori di Lorena, gli avvocati Alice e Paolo Bevilacqua. “Secondo le conclusioni medico legali – sottolineano – la causa della morte è soffocamento attuato con un mezzo soffice. Nell’ultimo interrogatorio, la madre ha indicato agli inquirenti il luogo in cui era stato riposto il cuscino utilizzato durante il delitto e sul quale c’è il dna di Alessandro e Mailyn. Per quello che ci riguarda – concludono – si tratta di un riscontro oggettivo di quanto affermato dalla nostra assistita”.
The post Delitto di Gemona, sul cuscino il dna di Alessandro e Mailyn appeared first on Il Friuli.
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati