La Cisl Fvg lancia l’allarme sul manifatturiero regionale

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La Cisl Fvg lancia l’allarme sul manifatturiero regionale

La Cisl Fvg lancia l’allarme sul manifatturiero regionale

Non teoria, ma azioni concrete per difendere il manufatturiero, che resta il motore economico e sociale del Friuli Venezia Giulia: nei difficilissimi giorni della vertenza Electrolux, e proprio partendo dalla vicenda legata all’elettrodomestico, la Cisl Fvg si interroga sul futuro produttivo della nostra regione, con una tavola rotonda ad hoc, che ha per obiettivo quello di tentare di oliare meglio gli ingranaggi industriali del territorio, purtroppo spesso vittime delle logiche esclusivamente utilitaristiche delle grandi multinazionali. “Il contesto che abbiamo di fronte è molto complesso, costellato da forti elementi critici, basti pensare alla congiuntura economica difficile, al pesante inverno demografico, alla fuga dei cervelli e alla carenza di manodopera”. Un quadro a cui – evidenzia il Sindacato – si aggiunge un paradosso strutturale che i dati regionali fotografano chiaramente: su circa 86.300 imprese e oltre 527.000 lavoratori, il 99% delle aziende ha meno di 50 dipendenti. Eppure, ben il 40% della forza lavoro totale è concentrato in quel ristrettissimo 1% di medie e grandi imprese. “Questo – commenta il segretario regionale Alberto Monticco – ci dice che oggi il destino delle piccole imprese e della subfornitura è strettamente legato alla salute dei grandi gruppi. Se tremano i grandi, trema tutta la regione. E’ su questo punto che dobbiamo andare ad incidere con scelte concrete tese a spezzare questa dipendenza strutturale, partendo con il dare gambe e velocità a quell’Agenda FVG Manifattura 2030, ovvero il piano strategico messo in pista dalla Regione, che punta su transizione digitale, crescita delle PMI, attrazione di talenti ed economia circolare. Possiamo farlo facendo leva su pilastri solidi: la nostra logistica, un ecosistema della ricerca d’eccellenza e un supporto finanziario mirato”. E’ chiaro che non c’è da perdere tempo, per la Cisl Fvg, che riprende gli ultimi dati del suo Osservatorio Industria (marzo 2026) per evidenziare le difficoltà del territorio: oltre 7mila i lavoratori del Friuli Venezia Giulia direttamente coinvolti da processi di crisi su 64 aziende campione monitorate; 47 imprese della sola metalmeccanica interessate, ma non sono esenti anche gli altri settori e la provincia di Pordenone che registra il 39% delle crisi segnalate, seguita a breve distanza da Udine e, più in là, dagli altri territori. Per 41 aziende su 64 la causa primaria è il crollo del mercato, una situazione aggravata dai costi di logistica ed energia. Ed è proprio l’energia uno dei temi che saranno posti al centro della tavola rotonda e che richiede di aprire il confronto anche sulle nuove tecnologie legate al nucleare.

Alla tavola rotonda – introdotta dallo stesso Monticco, e in programma per lunedì 29 giugno dalle 14.30, a Palazzo Montereale Mantica a Pordenone (Corso Vittorio Emanuele II, 56 – prenderanno parte il ministro per i rapporti con il Parlamento , Luca Ciriani, l’Assessore regionale al Lavoro, Alessia Rosolen, il presidente di Confindustria Alto Adriatico, Michelangelo Agrusti, l’esperto di relazioni industriali, Maurizio Castro, il segretario della Cisl nazionale, Giorgio Graziani e il segretario generale della Fim Cisl Fvg, Pasquale Stasio.

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