
“Ciò che qui si giudica non è la semplice soppressione di una vita umana, ma l’esercizio metodico, freddo, organizzato della violenza su un uomo inerme. Ciò che qui si giudica è il sequestro di una persona sottratta ad ogni garanzia”. Con queste parole il Procuratore aggiunto di Roma, Sergio Colaiocco, ha aperto la sua requisitoria, nell’aula bunker di Rebibbia, nel processo a carico di quattro appartenenti ai servizi di sicurezza egiziani accusati del sequestro, delle torture e dell’omicidio di Giulio Regeni, ucciso al Cairo nel gennaio del 2016.
Nel corso del suo intervento il Procuratore, che ha parlato di processo contro il silenzio, la menzogna e i depistaggi, ha usato parole durissime per evidenziare la gravità dei fatti. “Un corpo spezzato dal dolore – ha detto. Ed è su tutto questo che il regime egiziano non ha voluto indagare. È per tutto questo che il regime egiziano ha scelto di proteggere gli aguzzini. Non ha chiamato a rispondere i propri ufficiali delle nefandezze compiute. Ha scelto, consapevolmente, di coprirli”.
Il procuratore ha mostrato le foto della Tac effettuata sul ricercatore di Fiumicello, precisando: “Un corpo devastato dalla tortura, un’agonia senza fine. Giulio ha sopportato tutto lucidamente. Non si tratta di percosse. Si tratta di una metodica di annientamento – ha proseguito Colaiocco. I medici legali egiziani avevano individuato una sola frattura, al braccio destro. La Tac eseguita in Italia ne rivelò venti”. Sulla causa terminale della morte, il Procuratore ha evidenziato come l’autopsia italiana abbia accertato che Giulio non morì per la sommatoria delle lesioni, pur gravissime, ma per un atto finale volontario.
La sentenza, in un processo che ha visto numerosi rinvii e complesse decisioni procedurali, è attesa per l’estate, ma è possibile uno slittamento a settembre.
L’avvocato Alessandra Ballerini legale dei genitori di Giulio, ha ribadito al fiducia di Claudio Regeni e Paola Deffendi nel percorso giudiziario: “Abbiamo fiducia, ce l’abbiamo da sempre. Aspettiamo questo momento da 10 anni e mezzo”.
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