Tragedia Natisone, le simulazioni di soccorso in aula

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Tragedia Natisone, le simulazioni di soccorso in aula

Tragedia Natisone, le simulazioni di soccorso in aula

Se ci fosse stato un elicottero sul posto “sarebbe bastato un minuto a persona per salvare i tre ragazzi imbragandoli tramite ciambella”. A dirlo in Tribunale a Udine, nell’udienza del processo sulla tragedia del Natisone, è stato il maresciallo Mauro Desideri del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, uno dei teste ascoltati. Il processo vede imputati per l’omicidio colposo di Patrizia Cormos, Bianca Doros e Cristian Molnar tre vigili del fuoco e un infermiere della Sores.

In aula è stato mostrato il video relativo ad una delle due simulazioni di soccorso con elicottero. “L’operazione più utile – ha detto Desideri riferendosi a quanto accaduto a Premariacco il 31 maggio 2024 – sarebbe stata mettere in sicurezza le persone agganciandole a una ciambella per poi spostarle nel punto più sicuro. Dalle telefonate – ha evidenziato – emerge come l’unico mezzo idoneo ad intervenire potesse essere l’elicottero”. Alle 13.50, venti minuti prima che i ragazzi venissero trascinati via dal Natisone, se sul posto ci fosse stato un elicottero secondo Desideri “sarebbe stato possibile imbarcarli tutti e tre direttamente sul mezzo, facendolo scendere a poche decine di centimetri dall’acqua. Alle 14.06, quando i ragazzi sono abbracciati per resistere alla furia del fiume, “il soccorso sarebbe stato possibile per una, due, forse tre persone con verricello o ciambella”.

A pilotare l’elicottero nella simulazione di soccorso è stato il tenente della Guardia di Finanza Luca Rosato del Gruppo di Addestramento Aeronavale: “Da Pasian di Prato, luogo di partenza dell’elisoccorso, abbiamo impiegato cinque minuti per raggiungere il Ponte Romano. In tutto dal decollo ci sarebbero voluti otto minuti e mezzo circa per mettere in salvo i tre ragazzi”. Il direttore della Scuola Nazionale Tecnici del Corpo di Soccorso Alpino e Speleologico Roberto Misseroni ha spiegato come “normalmente si lavori sulle singole persone: non abbiamo formazione sul salvataggio di più persone che si sostengono a testuggine” ha riferito in aula.

Ricostruiti poi, attraverso altri sei testimoni dell’accusa, i concitati minuti successivi alla richiesta di aiuto di Patrizia. Al centro del dibattito soprattutto i protocolli di soccorso e le telefonate private tra operatore della Sores, responsabile dell’elisoccorso regionale ed infermiere dell’equipaggio Doppio India, che si è alzato in volo alle 14.07 da Pasian di Prato, dopo l’attivazione della campana di avvertimento sette minuti prima. Troppo tardi per salvare i ragazzi, trascinati via dal fiume alle 14.10. La prossima udienza del processo si terrà il 16 luglio alle 9.45.

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