
Il prossimo 4 luglio il Museo Friulano di Storia Naturale di Udine inaugurerà la mostra temporanea intitolata “Trofei d’Oltremare: una storia da riscrivere”. L’esposizione, aperta al pubblico dal 7 luglio al 22 novembre 2026, è l’occasione per valorizzare i nuovi spazi della struttura. Saranno infatti fruibili le sale al piano terra dell’edificio 8, inaugurate lo scorso 18 maggio, e l’area esterna del giardino, che ospita 14 postazioni didattiche. Una mostra temporanea che sancisce la “riapertura” del museo dopo 25 anni, con dei veri e propri orari di apertura al pubblico.
“Questa mostra rappresenta un passaggio importante nel percorso di crescita del Museo Friulano di Storia Naturale e nel modo in cui una città sceglie di interrogare il proprio patrimonio”, spiega l’assessore alla Cultura Federico Pirone. “Investire nella cultura significa anche compiere scelte coraggiose. ‘Trofei d’Oltremare’ mette in luce le relazioni tra produzione scientifica, dominio coloniale, sfruttamento delle risorse e costruzione di immaginari culturali, mostrando come anche musei e saperi scientifici possano essere stati attraversati da logiche di propaganda ideologica e di egemonia. Solo affrontando il passato con onestà possiamo contribuire a costruire una società più equa, aperta e realmente democratica. Il Museo si conferma così non soltanto luogo di conservazione, ma spazio vivo di ricerca, educazione e confronto civile, capace di coinvolgere le nuove generazioni e l’intera comunità. L’apertura delle nuove sale e del giardino didattico rafforza ulteriormente questa vocazione, offrendo alla città un’esperienza culturale accessibile, contemporanea e aperta al dialogo”.
Un percorso espositivo di memoria critica
A quindici anni di distanza dalla mostra “Hic sunt leones”, il Museo Friulano di Storia Naturale torna a riflettere sul tema delle esplorazioni, concentrandosi sul contesto africano attraverso un taglio radicalmente diverso e nettamente meno celebrativo.
L’obiettivo principale è offrire all’intera comunità gli strumenti necessari per decostruire gli stereotipi e riconoscere le ferite generate dal colonialismo. Il racconto espositivo si sviluppa lungo un filo conduttore che intreccia la ricerca scientifica alle dinamiche del potere coloniale, articolandosi attraverso tre temi interconnessi.
In primo luogo viene analizzata la caccia grossa, riletta non più come un’avventura esotica, ma come una chiara espressione di dominio imperiale e di egemonia. La narrazione prosegue con un esame del profondo legame tra la scienza e l’economia dell’epoca, evidenziando come la ricerca sia stata utilizzata a fini di autarchia e di estrattivismo, trasformando gli studiosi in mappatori di risorse destinate a essere sfruttate a vantaggio della madrepatria.
Infine, l’esposizione approfondisce l’applicazione dei modelli culturali italiani nei Paesi occupati attraverso la nascita di istituzioni museali create a immagine e somiglianza di quelle nazionali, dove divulgazione e conservazione venivano piegate alle medesime logiche di propaganda.
Attraverso la revisione storica e materiale, che coinvolge le vicende di figure come il militare, regista e scrittore Vittorio Tedesco Zammarano, il governatore della Libia Italo Balbo e il geologo Ardito Desio, l’intero percorso evidenzia una complessa strategia ideologica all’interno della quale la scienza e i musei non hanno purtroppo svolto un ruolo neutro.
La mostra offre quindi un’opportunità per riscoprire le collezioni zoologiche, etnografiche e fotografiche del Museo Friulano di Storia Naturale, esplorandole attraverso una prospettiva inedita e un diverso taglio storico.
Il 9, 16, 23 e 30 luglio, dalle ore 18, saranno organizzate visite guidate gratuite con prenotazione obbligatoria. Sarà inoltre disponibile un’area speciale con una selezione di volumi e un calendario di presentazioni a tema.
Nuovi orari sperimentali e ingresso gratuito
Per valorizzare la nuova esposizione, il Museo propone un nuovo orario di apertura al pubblico. I visitatori potranno accedere agli spazi espositivi dal martedì al venerdì nel pomeriggio dalle 14 alle 18, mentre il sabato il Museo sarà aperto con orario continuato dalle 10 alle 18.
L’ingresso alla nuova esposizione, in via sperimentale, sarà gratuito e, fino a esaurimento delle copie, sarà consegnato in omaggio un booklet con un breve saggio introduttivo alla mostra.
Durante la fascia mattutina dei giorni infrasettimanali, la struttura resterà chiusa al pubblico perché impegnata nelle attività didattiche, rivolte inizialmente ai centri estivi e successivamente alle scuole durante l’anno scolastico.
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