
Alberto Felice De Toni accoglie con prudenza l’endorsement di Matteo Renzi, che nelle scorse ore lo ha indicato tra i possibili protagonisti delle future primarie del centrosinistra. Intervistato in esclusiva da Telefriuli, il sindaco di Udine definisce “lusinghiera” la citazione fatta dall’ex presidente del Consiglio, ma frena immediatamente ogni ipotesi sul proprio futuro politico nazionale.
Sindaco De Toni, il leader di Italia Viva l’ha indicata come potenziale candidato alle prossime primarie del centrosinistra. Oggi è una giornata ‘happy’ per lei?
“Dobbiamo essere onesti. Nell’intervista che ha fatto Renzi al Tg ha parlato di quattro nomi: della sindaca di Genova, dell’ex sindaco di Bergamo Gori, dell’attuale sindaco di Napoli Manfredi, e poi ha fatto anche il mio nome. È ovvio che questo per certi versi è lusinghiero, perché essere associati a persone brave fa sempre piacere. Per me è stato lusinghiero essere citato, ma da questo a esserselo ce ne corre”.
Questa citazione ha già scatenato la reazione di Fratelli d’Italia, che ha invitato Matteo Renzi a trasferirsi a Udine per una settimana.
“Ma magari lo avessimo qua, così avremmo modo di fargli vedere le bellezze del Friuli e della nostra città, che voglio ricordare è arrivata prima per qualità della vita nel 2023, sesta nel 2024 e terza nel 2025. Quindi non siamo messi male”.
Renzi ha indicato gli amministratori locali come la futura classe dirigente. Sarà così?
“Chi gestisce in prima linea un Comune ha una percezione vera dei problemi. Dopodiché io credo che abbiamo bisogno di capacità amministrative, ma anche di capacità di visione politica e di negoziazione nazionale e internazionale. Quindi io sono per l’‘AND’, mai per l’‘OR’”.
Per alcuni detrattori, però, l’endorsement di Matteo Renzi potrebbe essere il cosiddetto ‘bacio della morte’.
“So che Renzi è molto divisivo. È il motivo per cui lui non si candida alle primarie di coalizione. Ne è consapevole anche lui e sta cercando delle persone che possano portare avanti l’idea di un riformismo che comunque, per quanto valga il mio parere, ritengo indispensabile. Sono convinto che se il centrosinistra non avrà una gamba riformista forte rischierà di non vincere le elezioni”.
Lei vorrebbe le primarie all’interno del centrosinistra?
“Questa è una decisione che verrà presa in funzione della legge elettorale. È chiaro che le primarie rischiano di essere divisive, ma piuttosto che assistere a giochi di palazzo, alla fine ben vengano anche le primarie”.
Ci faccia qualche nome di possibili candidati.
“Eh no, devono emergere dal basso. Sono per l’emersione dal basso e non per le nomine dall’alto”.
Un riconoscimento che De Toni definisce motivo di soddisfazione personale, ma che per il momento non cambia il suo approccio: attenzione ai temi amministrativi, sostegno a un centrosinistra riformista e nessuna corsa a candidature costruite dall’alto.
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