Urlo Electrolux, in 2mila respingono i tagli e puntano il Mimit

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Urlo Electrolux, in 2mila respingono i tagli e puntano il Mimit

Urlo Electrolux, in 2mila respingono i tagli e puntano il Mimit

Un lunghissimo serpentone giallo ha attraversato questa mattina le strade che collegano Porcia al centro di Pordenone. Dallo stabilimento Electrolux, sfidando il grande caldo e un percorso di 4 chilometri, in 2mila sono arrivati in Prefettura. Una mobilitazione di massa aperta dal grande striscione #Electrolux non si spegne, indossato come una divisa da operai, delegati e cittadini che hanno sfilato compatti attraversando le vie principali del centro città.
Segno che la tregua di cinquanta giorni, siglata lunedì scorso al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, non ha minimamente raffreddato gli animi.
A dare forza alla protesta c’era anche un pezzo importante delle istituzioni, a testimonianza di quanto la crisi del colosso degli elettrodomestici rischi di desertificare l’intero tessuto economico e sociale del Friuli Occidentale. Al termine della marcia, una delegazione sindacale è stata ricevuta dal prefetto Michele Lastella, al quale ora spetterà il compito di informare tempestivamente gli organi di governo sulla delicatezza della situazione.
Dal corteo pordenonese è emersa una forte consapevolezza: i 50 giorni di tregua faticosamente strappati all’azienda non saranno affatto sufficienti per risolvere un nodo industriale così complesso. Quello stop serve a fermare l’emorragia immediata, ma il vero terreno di scontro sarà quello dei tavoli negoziali. Si parte il 25 giugno, nuovamente al Mimit a Roma. Ma non sarà l’unico incontro già calendarizzato con il ministro Urso. In scaletta sono stati inseriti anche gli appuntamenti del 30 giugno, del 7 e 14 luglio. Con l’ultimo round, quello decisivo, che potrebbe giocarsi il 21 luglio.

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